diabete

By santo vernacchia,


IL DIABETE

L’insulino-resistenza si riscontra spesso nelle persone con adiposità viscerale (cioè un alto grado di tessuto adiposo sotto la parete addominale). Per quanto riguarda l’adiposità viscerale, una gran quantità di prove suggerisce due forti legami con la resistenza all’insulina. Innanzitutto, a differenza del tessuto adiposo sottocutaneo, le cellule adipose viscerali producono una quantità significative di citochine proinfiammatorie, come fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-a),NFkappaB e di interleuchina-1 e -6,citochine ecc In numerosi modelli sperimentali, queste citochine pro infiammatorie possono profondamente disturbare la normale azione dell’insulina nelle cellule adipose e muscolari, e può essere un fattore importante nel causare al corpo intero resistenza all’insulina osservata nei pazienti con adiposità viscerale. Una grande attenzione alla produzione di citochine proinfiammatorie è concentrata sul sentiero IKK-beta/NF-kappa-B, una rete proteica che aumenta la trascrizione di geni di citochine. In secondo luogo, adiposità viscerale è correlato ad un accumulo di grasso nel fegato, una condizione nota come steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Il risultato di NAFLD è un eccessivo rilascio di acidi grassi liberi nel sangue (a causa di lipolisi maggiore) e un aumento della produzione epatica di glucosio, entrambi i quali hanno l’effetto di esacerbare la resistenza periferica all’insulina e aumenta il diabete mellito tipo 2 .

L’insulino-resistenza è spesso associata a uno stato di ipercoagulabilità (fibrinolisi alterata) e aumento dei livelli di citochine infiammatorie.

Da tutto cio si evince che esiste un forte legame tra OBESITA’, INFIAMMAZIONE CRONICA, AUMENTATA RESISTENZA DELLA CELLULA ALL’INSULINA, E DIABETE DI TIPO2.

 

OSEBO E IL DIABETE

Come OSEBO puo’ intervenire in questo processo di resistenza all’insulina? Da piu di un decennio diverse universita’ nel mondo hanno lavorato e stanno attualmente lavorando su questa problematica giungendo alla conclusione con lavori sia in vitro che in vivo che delle sostanze presenti nel Mangostano denominati XANTONI (nel Mangostano ce ne sono 43) hanno la capacita’ di intervenire sul processo infiammatorio cronico mediante blocco del gene IKK-beta e di conseguenza sul NF-Kappa-B che sembra essere in stretta relazione al diabete di tipo 2 e delle sue complicanze microvascolari e aterosclerotiche.Qusto porterebbe sia ad una prevenzione del diabete 2 che ad una riduzione della resistenza della cellula all’insulina con conseguente livellamento dell’indice glicemico.

Uno studio pubblicato sul Nutrition Journal, in riferimento ai benefici del di Mangostano nel prevenire malattie cardiache e diabete nei pazienti obesi.

Assumere il mangostano – spiega Jay Udani, coordinatore della ricerca – ha fatto registrare una riduzione di 1.33 mg della proteina C-reattiva rispetto al gruppo placebo”. Una diminuzione significativa se si pensa che le infiammazioni, causate dall`aumento della PCR, sono indicatori plausibili di malattie cardiovascolari e di sindrome metabolica, entrambe molto frequenti nei casi di obesità. Riducendo il rischio di infiammazioni attraverso l`assunzione di mangostano, i ricercatori ritengono sia possibile ridurre il rischio di effetti collaterali nelle persone obese. Saranno tuttavia necessari “ulteriori studi – conclude Udani – per confermare e definire  ulteriormente i benefici di questo frutto”.

Il livello della PCR nel sangue (proteina prodotta dal fegato che viene poi rilasciata nel circolo sanguigno), aumenta considerevolemente in presenza di infiammazioni. E’ possibile quindi affermare che il Mangostano potrebbe essere un ottimo alleato naturale per ridurre l’infiammazione, senza presentare effetti secondari derivanti da altri tipi di trattamenti.

» Leggi l’articolo

[01866] Rischio cardiovascolare nei giovani diabetici legato all’insulino-resistenza
7 Dicembre 2009

In un recente studio condotto presso la University of Colorado di Denver è stata scoperta una insulino-resistenza anormale in alcuni giovani affetti da diabete tipo 1. Il diabete tipo 1 comincia spesso durante l’infanzia. Ai pazienti affetti da diabete tipo 2 viene costantemente monitorata l’insulino-resistenza, ma questa non è invece una pratica comune negli individui con diabete tipo 1, specialmente in coloro che sono normopeso. In questo studio i ricercatori hanno misurato la sensibilità all’insulina e la funzionalità del cuore e del sangue in 12 adolescenti affetti da diabete tipo 1 e hanno confrontato queste misure con quelle rilevate in 12 individui non diabetici, ma aventi la loro stessa età e lo stesso indice di massa corporea. Hanno scoperto che, così come avviene nei pazienti affetti da diabete tipo 2, l’insulino-resistenza può avere conseguenze cardiovascolari negative anche nel diabete tipo 1.

[Tratto da Medical News Today –

 

 SOVRAPPESO/OBESITA’ E INFIAMMAZIONE CRONICA

 Parlare di sovrappeso ed obesità e limitarsi a definirli un problema di chi “mangia troppo” è riduttivo e profondamente errato, e talvolta è inconcludente pensare di risolvere semplicemente il problema con una dieta ipocalorica standard. Per dimagrire NON BASTA IL SOLO REGIME IPOCALORICO: è importante assumere delle abitudini più sane, consumando cibi RICCHI DI SOSTANZE che aiutano a stimolare il metabolismo invece di deprimerlo.Quindi per dimagrire è necessario agire sul metabolismo, andando a verificare se esistono le condizioni di:

  • infiammazione cronica
  • stress ossidativo
  •  Se esistono (e sempre esistono queste condizioni, associate all’accumulo di adipe o massa grassa, soprattutto addominale), esse da sole spiegano il calo del metabolismo,la riduzione del consumo delle calorie che si trasformano in grassi e che portano  ad aumentare ulteriormente il peso, in un circolo vizioso senza fine.
    Allora, oltre che  mangiare meglio e aumentare il movimento, bisogna risolvere queste condizioni cambiando l’alimentazione, e integrando sostanze capaci con i suoi fitonutrienti di prevenire l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo (radicali liberi in eccesso) oppure in caso di infiammazione cronica in atto, di inbire la stessa,riportando il metabolismo al suo normale lavoro con consumo delle calorie.

Oggi conosciamo rimedi naturali come i XANTONI (IL Mangostano ne contiene 43) che integrando la nostra alimentazione ci aiutano a combattere l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo. E’ L’INFIAMMAZIONE CRONICA CHE DETERMINA UN RALLENTAMENTO DEL METABOLISMO CON RIDUZIONE DEL CONSUMO DELLE CALORIE CHE NON CONSUMATE SI TRASFORMANO IN ALTRO ADIPE,QUINDI E’ FONDAMENTALE  RIDURRE L’INFIAMMAZIONE CRONICA.

 COME L’OSEBO (prodotto a base di Garcinia Mangostana) puo’ intervenire in questo processo di associazione tra obesita’ e infiammazione.

  • Da piu di un decennio diverse universita’ nel mondo hanno lavorato e stanno attualmente lavorando su questa problematica giungendo alla conclusione con lavori sia in vitro che in vivo che delle sostanze presenti nel Mangostano denominati XANTONI (nel Mangostano ce ne sono 43) hanno la capacita’ di intervenire sul processo infiammatorio cronico mediante blocco del gene IKK-beta e di conseguenza sul NF-Kappa-B con conseguente inibizione  dell’infiammazione nei macrofagi umani e negli adipociti umani.
  • Assumere alimenti di scarsa qualità (zuccheri, grassi trans, grassi saturi, ecc.) che non rispondono alle nostre reali necessità fisiologiche ed evolutive, scatena una serie di messaggi infiammatori che impediscono al metabolismo di funzionare correttamente.

 

CHE COSA DICE LA SCIENZA  SULL’INFIAMMAZIONE E SOVRAPPESO /OBESITA’

 Le più comuni cause di infiammazione sono la nostra alimentazione (zuccheri, cibi ad alto carico glicemico, grassi animali, cibi industriali, ecc…) e la mancanza di attività fisica’Questo porta al sovrappeso.  Il sovrappeso favorisce la comparsa di infiammazioni e viceversa: la presenza di infiammazioni favorisce l’obesità, in un circolo vizioso estremamente dannoso. Ruolo dell’infiammazione cronica nell’insorgenza di alterazioni metaboliche sovrappeso/obesita’sempre più diffuse e che rappresentano oltre che un problema estetico soprattutto un fattore di rischio: razionale d’ impiego del Mangostano. Nella letteratura scientifica si dà sempre maggior risalto all’associazione tra malattia infiammatoria  e sovrappeso/obesità: citando ad esempio uno dei primi articoli in materia comparso su The Journal of Clinica Investigation dal titolo “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue” (1) emerge chiaramente l’importanza che il sistema immunitario ha nella patogenesi dell’obesità: il tessuto adiposo dei soggetti sovrappeso od obesi è caratterizzato dall’infiltrazione di macrofagi, importante fonte di infiammazione di questo tessuto. Si evidenzia in tal senso come le patologie metaboliche correlate all’obesità siano associate con una risposta infiammatoria cronica caratterizzata da una produzione anomala di citochine, dall’aumento di molecole di fase-acuta e dall’attivazione delle vie dell’ infiammazione. Una caratteristica molto interessante della risposta infiammatoria che emerge in presenza dell’obesità è che sembra essere innescata e risiedere principalmente nel tessuto adiposo. A supporto e ulteriore conferma di questi studi, negli ultimi anni, ulteriori ricerche hanno evidenziato una correlazione tra INFIAMMAZIONE ed OBESITA’; come si evidenziato da altri articoli pubblicati nel 2006 su The Journal of Clinical Investigation dal titolo “MCP-1 Contributes to macrophage infiltration into adipose tissue, insulin resistance, and hepatic steatosis in obesity” (2) e su Cytochine Netw dal titolo “Recent advances in the relationship between obesity, inflammation, and insulin resistance” (3) a conferma di come il sistema immunitario abbia  un ruolo importantissimo nella patogenesi dell’obesità e nell’insulino resistenza. Nel 2007 su Int J Obes (London) è stato pubblicato un articolo dal titolo “Human adipose tissue macrophages are of an anti-infiammatory phenotype but capable of pro-infiammatory mediator production” (4) dove si evidenzia che l’infiammazione a basso grado attiva i macrofagi (cellule del sistema immunitario) che si trovano nel tessuto adiposo, e questi sono essi stessi responsabili dell’infiammazione di questo tessuto e inducono inoltre l’organismo ad un rallentamento metabolico tale per cui invece di consumare calorie le accumulano, si depositano come altro tessuto adiposo. Ne consegue un’importante  correlazione tra modalità alimentari e induzione di resistenza insulinica e sviluppo di malattie metaboliche, in particolare tra modalità alimentare e attivazione delle adipochine.

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ARTICOLI CORRELATI


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BIBLIOGRAFIA  MANGOSTANO OBESITA’/DIABETE

  • γ-Mangostin Inhibits Inhibitor-κB Kinase Activity and Decreases Lipopolysaccharide-Induced Cyclooxygenase-2 Gene Expression in C6 Glioma Cells
  • The American Society for Pharmacology
  • Xanthones from Mangosteen Prevent Lipopolysaccharide-Mediated Inflammation and Insulin Resistance in Primary Cultures of Human Adipocytes.
  • 2009 American Society for Nutrition
  • Xanthones from mangosteen inhibit inflammation in human macrophages and in human adipocytes exposed to macrophage-conditioned media.
  • J Nutr. 2010 Apr;140(4):842-7. Epub 2010 Feb 24
  • Evaluation of Mangosteen juice blend on biomarkers of inflammation in obese subjects: a pilot, dose finding study.
  • Nutrition Journal 2009.

  BIBLIOGRAFIA VALIDAZIONE MANGOSTANO

1. Morton, J. 1987. Mangostano. p. 301–304. In: Fruits of warm climates. Julia F. Morton, Miami, FL. ] 

[2. W. Mahabusarakam, P. Iriyachitra and W.C. Taylor , Chemical constituents of garcinia 
mangostana. J Nat Prod 50 (1987), pp. 474–478.]. 
[3. Nilar and Leslie J. Harrison. Xanthones from the heartwood of Garcinia mangostana. 
Phytochemistry. 2002 Jul; 60(5): 541-8] 
[4. Suksamrarn S, Suwannapoch N, Ratananukul P, Aroonlerk N, Suksamrarn A. Xanthones from 
the green fruit hulls of Garcinia mangostana. J Nat Prod. 2002 May;65(5):761-3] 
[5. Yu-Ling Huang, Chien-Chih Chen, Ying-Jen Chen, Ray-Ling Huang, and Bor-Jinn Shieh Three 
Xanthones and a Benzophenone from Garcinia Mangostana J. Nat. Prod. 2001, 64, 903-906] 
[6. Suksamrarn S, Suwannapoch N, Ratananukul P, Aroonlerk N, Suksamrarn A Xanthones from the 
green fruit hulls of Garcinia Mangostana. . J Nat Prod May 2002] 
[7. Suksamrarn S, Suwannapoch N, Phakhodee W, Thanuhiranlert J, 
Ratananukul P, Chimnoi N, Suksamrarn A.] 
Antimycobacterial activity of prenylated xanthones fromthe fruits of 
Garcinia mangostana. Chem Pharm Bull (Tokyo). 2003 Jul; 51(7): 857-9. 
[8. Willawan Mahabusarakam, Pichaet Wiriyachitra and Saowaluk Phongpaichit. University of 
Thailand. 
Antimicrobial activities of chemical constituents from Garcinia mangostana Linn. J. Sci. Soc. Thailan, 12 
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Antibacterial activity of xanthones fromguttiferaeous plants against 
methicillin-resistant Staphylococcus aureus. J Pharm Pharmacol. 1996 Aug; 48(8): 861-5] 
[10. Gopalakrishnan G, Banumathi B, Suresh G. 
Evaluation of the antifungal activity of natural xanthones from Garcinia mangostana and their synthetic 
derivatives. J Nat Prod. 1997 May; 60(5): 519-24.] 
[11. Chang Teng Fan and Jeng De Su. 
Antioxidative Mechanism of Isolated Components from Methanolic Extract of Fruit Hulls of Garcinia 
Mangostana. J Chin Agr Chem Soc (October 1997) 35 (5): 540-551] 
[12. Peta Williams, Metta Ongsakul, Julie Proudfoot, Kevin Croft and Lawrie Beilin. Mangostin 
inhibits the oxidative modification of Human low Density lipoprotein. Free Rad. Res. Vol. 23, No 2, pp. 

depressione

By santo vernacchia,

DEPRESSIONE, ANSIA E MANGOSTANO

Consiste in un insieme vasto e intricato di cellule nervose. l’unità strutturale e funzionale fondamentale del sistema nervoso è il neurone,queste cellule sono collegate tra loro e hanno la proprietà di condurre una grande varietà di stimoli all’interno del tessuto nervoso e verso gli altri tessuti, coordinando così le molteplici funzioni del nostro organismo. I neuroni sintetizzano una biomolecola chiamata neurotrasmettitore che permette la trasmissione di impulsi attraverso la sinapsi. I neurotrasmettitori più conosciuti sono:

  • Acetilcolina
  • Noradrenalina o norepinefrina
  • Dopamina
  • Serotonina
  • Istamina

 

Altri neurotrasmettitori sono le prostaglandine:

  •  Prostaglandina E (PGE)
  • Prostaglandina F (PGF)

La serotonina o 5-idrossitriptamina (5-HT), è un neurotrasmettitore centrale, una sostanza sedante e antidepressiva prodotta nel cervello. Gioca un ruolo molto importante  Sull’umore, ansia, sonno, dolore, abitudini alimentari,sesso e sul controllo di produzione ormonale dell’ipotalamo. Regola le funzioni neuroendocrine,la temperatura del corpo, l’attività motoria e le funzioni cognitive. Bassi livelli di serotonina si associano a stati di depressione e ansia e a casi di aggressione, sono associati anche a casi di emicrania, inoltre causano una dilatazione dei vasi sanguinei. Aumentando i livelli di serotonina migliora la qualità del sonno, diminuisce il dolore e migliora la memoria. Secondo una ricerca dell’Università di McGill in Canada nel cervello di uomo c’è il 53% in più di serotonina rispetto alla donna. La donna sente il dolore con più acutezza perchè gli estrogeni agiscono sui neurotrasmettitori. La serotonina promuovere la liberazione delle endorfine che sono relazionate al piacere e agli stati di allegria. Ottimizzando i livelli di serotonina nel nostro organismo, riusciamo a regolare queste funzioni o stati.

Alcuni studi eseguiti in Germania, suggeriscono che le erbe che contengono xantoni, ( il mangostano ne contiene 43) bioflavonoidi, flavonoidi,proantocianidine e glicoli,tutte sostanze contenute nel mangostano, fungono da antidepressivi perchè sono inibitori dell’attività monoammina ossidasi A e B che a sua volta elimina l’eccesso di noradrenalina e serotonina neuro-somatica.  Questo si traduce con un potente affetto antidepressivo.*
*CNS DRUDS


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BIBLIOGRAFIA

Butterweck V Istitute of Pfarmacology and toxicology, Universitasklinkum M nster , Germany 2003

SENDAL  JAPAN 1997 ISTITUTE OF PHARMACOLOGY  AND TOXICOLOGY UNIVERSITY:NOVEL TYPES OF RECEPTOR ANTAGONIST FROM THE MEDICINAL PLANT GARCINIA MANGOSTANA.

UNIVERSITY SENDAL JAPAN 1998 INSTITUTE OF PHARMACOLOGY AND TOXICOLOGY:GAMMA-MANGOSTIN,A NOVEL TYPE OF 5-HYDROXYTRYPTAMINA 2A RECEPTOR ANTAGONIST.

asma e allergie

By santo vernacchia,


ASMA ED ALLERGIE

Il termine allergia indica una condizione di tipo patologico caratterizzata da una abnorme reattività dell’organismo, umano o animale, nel caso di un contatto con determinate sostanze che vengono definite allergeni.


ASMA BRONCHIALE

Patologia infiammatoria cronica delle vie aeree nella quale molti elementi cellulari giocano un ruolo patogenetico (linfociti T, macrofagi.eosinofili, mastociti, neutrofili e cellule epiteliali). L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree. Un ruolo importante nella risposta infiammatoria è svolto dai linfociti T e dalle cellule ‘strutturali’ delle vie aeree (fibroblasti, cellule epiteliali ed endoteliali), entrambi produttori di citochine, proteine secretorie che fungono da mediatori infiammatori. Una grande attenzione alla produzione di citochine pro infiammatorie è concentrata sulla via IKK-beta/ NF-kappa-B, una rete proteica che aumenta la trascrizione di geni di citochine. Da vari lavori, in particolare quello della Tohoku University , si è appurato che il gammamangostin  (uno dei xantoni presenti nel Triaxan) inibisce direttamente l’attività IKK, svolgendo quindi una attività antinfiammatoria  probabilmente diminuendo la produzione di prostaglandine tipo 2. Per questo si può dire che il Triaxan può aiutare ad alleviare i disturbi derivanti dall’allergia e dall’asma.


RIMEDI NATURALI

Oggi conosciamo Rimedi naturali come i XANTONI (IL Mangostano ne contiene 43)Sostanze ben studiate da ricercatori di fama internazionale ha dato importanti risultati per il trattamento di problematiche come allergia,infiammazioni croniche,stress ossidativi. COME IL TRIAXAN(prodotto a base di Garcinia Mangostana)puo’ influire sul processo allergico e infiammatorio? Da piu di un decennio diverse universita’ nel mondo hanno lavorato e stanno attualmente lavorando su questa problematica giungendo alla conclusione con lavori sia in vitro che in vivo che delle sostanze presenti nel Mangostano denominati XANTONI (nel Mangostano ce ne sono 43) hanno la capacita’ di intervenire sull’istamina, sul processo infiammatorio cronico mediante blocco del gene IKK-beta e di conseguenza sull’inibizione del COX2 e dellePGE2, e sullo sress ossidativo.Tre problematiche che convivono nelle allergie e nei processi asmatici.

Facendo un riassunto di tutto cio che e stato prodotto in circa 30 anni di studi Universitari in diverse condizioni possiamo riassumere che il Mangostano con i suoi Xantoni svolge la sua attivita’ :

  • inibendo oltre l’80% dell’istamina libera
  • inibendo i recettori dell’istamina
  • impedendo la degranulazione del mastocita
  • inibendo attraversol’IKK-BETA LA CASCATA INFIAMMATORIA
  • inibendo l’eccesso di radicali liberi con una potente attivita’ antiossidante
  • Tutto cio senza  alterazioni che possono indurre stati di depressione,apatia,perdita di concentrazione e riflessi,in particolare alla guida.


LE PROPRIETA’ DEL MANGOSTANO NELLA RINITE ALLERGICA

Adriana Aguilar
Drug Chemical Biology,
Membro della Associazione Messicana di Medical ricercatori sul Mangostano,
aas99@prodigy.net.mx

La rinite allergica è molto più grave di un semplice caso di naso chiuso. Negli Stati Uniti, questa condizione colpisce tra il 10 e il 30% degli adulti e 30% dei bambini. Negli ultimi tre decenni, la malattia è raddoppiata di numero nei paesi industrializzati, in parallelo con l’aumento dell’asma e di altre condizioni allergiche. L’impatto sociale è significativo, poiché i costi per assenteismo e perdita di produttività negli Stati Uniti è stimato in 3,8 miliardi di dollari annui. Ciò è dovuto in gran parte al fatto che i sintomi della malattia, come la maggior parte degli antistaminici usati per controllarla, limitano l’acutezza mentale e le prestazioni. Perciò non sorprende che diversi studi confermano una limitazione significativa nei pazienti con rinite allergica nello svolgimento di attività che vanno dalla scuola al lavoro e alla guida di un auto. Oltre al cervello quale coordinatore cognitivo e psicomotorio (corpo), la malattia può portare a gravi infezioni dei seni nasali come sinusite, mal di testa, irritabilità e sonno con conseguente fatica. Anche alcuni disturbi come la depressione, possono insorgere  per il peso  della sofferenza fisica e psicologica che accompagna questo disturbo.

Starnuti, prurito nasale e il flusso del fluido sono i sintomi di base dell’allergia che può verificarsi stagionalmente o per tutto l’anno a seconda della sensibilità allergica del paziente. Ci sono anche segni
fisici, come una piega tagliente lungo la parte centrale del ponte del naso causata da sfregamento in risposta  al prurito costante. Inoltre,possono comparire dei cerchi viola sotto entrambi gli occhi noti come “circoli allergici” che può essere rilevato nei bambini e negli adulti con questa patologia.

In medicina si usa il termine “atopico” per descrivere quegli individui che soffrono di diversi problemi di allergia. Uno studio di soggetti atopici (Identificata dal test positivo con allergene della pelle) ha dimostrato che la malattia non solo provoca i sintomi, ma limita notevolmente il funzionamento della mucosa dei seni paranasali permettendo la fioritura di un maggior numero di infezioni virali e batteriche dell’apparato respiratorio.
Inoltre, in molti casi, l’allergene che causa la rinite allergica può causare l’asma, e nello stesso individuo, sinusite, otite media, polipi nasali e infezioni del tratto respiratorio inferiore e superiore. Inoltre negli anziani questi disturbi potrebbero precipitare nella polmonite. La sinusite può portare a malattie gravi come la meningite (soprattutto nei  bambini),e l’aumento della esposizione alle infezioni mette le persone in costante pericolo.


QUALI SONO LE CAUSE DELLA MALATTIA?

I sintomi della rinite allergica si verificano quando gli “allergeni” (particelle allergeni microscopici) entrano in contatto con le superfici delle mucose del naso, della gola e dei seni. Queste particelle (che possono essere erba, polline,  polvere, smog e fumo),  interagiscono con un componente del sistema immunitario chiamati anticorpi. L’anticorpo IgE in presenza di uno stimolo allergico, satura la superficie della mucosa con cellule specializzate chiamate “I mastociti” e provoca la rottura. Queste cellule sono piene di istamina (Di qui l’uso di anti istamina a limitare i sintomi delle allergie) e altri elementi complessi che causano una reazione allergica con i sintomi e le disfunzioni  discusse  in precedenza. Il trattamento medico standard prevede l’uso di steroidi topici nasali (Nasacort, Nasarel, ecc) per stabilizzare i mastociti e diminuire la risposta immunitaria. Sono utilizzati anche antistaminici (Clarinex, Benadryl, Zyrtec, ecc) per ridurre gli effetti dell’ istamina. Comunemente vengono utilizzati farmaci come Afrin  per restringe i vasi sanguigni e  ridurre le secrezioni, anche se è noto che il loro uso prolungato crea problemi gravi alla salute. L’anno scorso, per esempio, la spesa prevista per l’acquisto di antistaminici (non compresi quelli venduti senza prescrizione medica) ha superato 3.000 milioni di dollari negli Stati Uniti d’America.

Con l’immunomodulazione terapia nella  quale piccole dosi di allergeni vengono iniettati per via sottocutanea nel paziente per ridurre la risposta immunitaria, si è dimostrato molto efficace, anche se molti adulti e la maggior parte dei bambini avrebbero voluto  evitare  il trattamento con iniezioni .  Si e’ lavorato anche con dosi  di allergene sublinguale  ma solo per casi molto gravi e in una minoranza di pazienti.
Prima di concludere la discussione della rinite allergica per passare al ruolo del MANGOSTANO  nel prevenire e alleviare i sintomi dei pazienti, voglio parlare brevemente di 
due ipotesi sul perché sono aumentate così rapidamente le malattie allergiche nella nostra società.


“PRIMA VOGLIO TOCCARE L’IPOTESI “IGIENE”

In sostanza, parlando della moderna società urbana, molti dei nostri bambini non sono esposti ai germi come lo erano le precedenti generazioni. Si presuppone che durante l’infanzia, quando il sistema immunitario sta maturando, la mancanza di esposizione ai germi fa sì che il sistema immunitario erroneamente rivolge la sua attenzione ad altri fattori come le proteine che considera nemici potenziali. Una volta sviluppato, il sistema immunitario è programmato per attaccare queste proteine. Di conseguenza, molte proteine alimentari, ad esempio, possono essere considerate ” proteine nemiche” dal sistema immunitario e generare  un allergia a questo alimento. Il processo stesso potrebbe valere per i pollini, peli o qualsiasi sostanza che svolge il “ruolo” di germe utilizzati per lo sviluppo del sistema immunitario.
A sostegno di questa teoria, i ricercatori hanno notato che i bambini che vengono allevati in ambienti dove ci sono animali o nelle aziende agricole hanno una minore incidenza di allergie rispetto ai bambini che vivono nelle città. Anche se non universalmente accettata, l’ipotesi igiene sta guadagnando popolarità e stanno  aumentando gli esperimenti per confermarlo.

La seconda teoria è quella che l’ambiente sta diventando sempre più inquinato, nonostante i notevoli sforzi per ridurre gli elementi contaminanti. In questa teoria, il nostro corpo viene continuamente attaccato da sostanze estranee che il nostro organismo non riconosce scatenando una reazione immunitaria che, alla lunga, porta all’instaurarsi di una infiammazione cronica,e quindi  asma, allergie ecc.
La risposta immunitaria che si  produce innesca come detto una  infiammazione con conseguente compromissione  della catena immunitaria che alla lunga cronicizza. Nella misura in cui aumentano gli agenti allertanti, cosi aumenta la reazione allergica di coloro che sono esposti. 


COME PUO’ INFLUIRE IL MANGOSTANO SULLA RINITE ALLERGICA?

Numerosi lavori universitari hanno dimostrato sia in laboratorio che in vivo, che il mangostano ha effetti antistaminici, sia sull’inibizione dell’istamina ( oltre l’80%),inibizione dei recettori dell’istamina e sulla degranulazione del mastocita. Inoltre il Mangostano ha dimostrato  di avere potenti effetti anti-infiammatori confrontati con l’ASA ,Ketoprofena e altri anti-infiammatori senza peraltro avere gli effetti collaterali di questi ultimi, che richiedono una prescrizione medica. Le proprietà antimicrobiche degli Xantoni del Mangostano aiutano  anche la riduzione delle complicanze infettive che in queste patologie possono sovrapporsi. Louis A., MD. MPH


DOSAGGIO RACCOMANDATO

Durante la stagione delle allergie  o se le allergie si verificano tutto l’anno,  si consiglia  un misurino o una capsula prima di ogni pasto. Pubblicato dalla Associazione Messicana di medici e ricercatori di mangostano, Ammim




IL TRIPLO GIOCO DEL MANGOSTANO

La difesa fondamentale della salute.

Dr. Kenneth J. Finsand

MANGOSTANO PER I BAMBINI.


ASMA

Poco tempo dopo che iniziai a condividere il succo di mangostano con altre persone, mi feci amico un cavaliere chiamato Henry. La figlia di Henry, Tiffany, aveva una grave asma. Aveva preso steroidi con un inalatore per la maggior parte dei suoi 10 anni di vita. Quando parlai a Henry dei benefici del mangostano si emozionò davanti alla possibilità di liberare sua figlia degli steroidi. Tiffany stava inalando da tanto tempo steroidi che questi avevano troncato la sua crescita. Quando la conobbi per la prima volta pensai che avesse 6 anni. Dieci giorni dopo avere preso le sue prime once di succo di mangostano smise di avere attacchi di asma. Sono passati quasi 2 anni da allora e Tiffany è libera dall’asma e sta crescendo in accordo al suo volume normale.


 ATTIVITA’ ANTINFIAMMATORIA E ANTIALLERGICA


Un ulteriore spunto di trattazione è fornito da alcune evidenze legate alla tradizione. Il Mangostano, come già ricordato, veniva usato dalla medicina orientale per la cura di ferite, escoriazioni della pelle, diarrea. Basandosi su tali evidenze alcuni studiosi realizzarono uno studio in vitro su cellule gliali di ratto in cui fu esaminata l’attività del Mangostin, uno degli xantoni presenti nel frutto, sulla cascata dell’acido arachidonico. Si evidenziò così la capacità del -Mangostin di inibire la  COX2 in modo concentrazione dipendente, con una IC50 di 0.8 e 2.0 µM rispettivamente con un meccanismo d’azione basato sull’inibizione selettiva delle COX2 in maniera competitiva. Effetto del -Mangostin sul rilascio delle PGE2 in cellule gliali C6 preincubate con le indicate concentrazioni di -Mangostin e stimolate con A23187 un Ca2+ ionoforo (10 µM). L’i
nibizione risultò concentrazione dipendente con una IC50 pari a 5 µM. Anche l’estratto idroalcolico (nello studio17 in questione furono testati quello al 40% V/V Etanolo, al 70%, al 100% V/V e acquoso) sembra possedere interessanti proprietà inibitorie sul rilascio di istamina e la sintesi di prostaglandine E2. Il risultato paragonato con l’estratto acquoso di una pianta molto usata in Giappone come il Rubus suavissimus per il trattamento di allergie, diede risultati positivi di gran lunga superiori per l’estratto con 40% V/V Etanolo, contenente il 10% di a-mangostin e il 12% di -Mangostin 17.

Dopo aver indotto a livello dermico  una reazione allergica con l’antigene DPSA –BSA (secondo il metodo della PCAc modello in vivo di determinazione allergica locale) e somministrando intraperitonealmente Mangostano estratto (40% ETOH, 300 µg/ml)e’ che quest’ultimo inibiva più dell’80% il rilascio di istamina(Mangostano evidenziò altresì buone proprietà antinfiammatorie sia se somministrato per via intraperitoneale che orale in ratti con edema indotto da carragenina. Tale attività fu attribuita in particolare a Mangostin, isomangostin, e Mangostin triacetato18.

 

DATI DI TOSSICITA’ 

In uno studio di tossicità acuta condotto su topi e ratti trattati con estratto secco (etanolico 60% v/v) di pericarpo di Garcinia mangostana standardizzata in Mangostina al 10%, non ha evidenziato segni tossici alla dose 16 g/kg. La mia trattazione vuole essere senza pretesa alcun una breve presentazione di questo frutto ben noto nei paesi tropicali ma ancora poco conosciuto in Europa e in Italia e che studiato da ricercatori di fama internazionale ha dato importanti risultati per il trattamento di problematiche come allergie, infiammazioni, stress ossidativi, couperose. A tal proposito sono in corso altre sperimentazioni cliniche sull’uomo presso Istituti di Ricerca Nazionali atte a dimostrare in maniera più diretta le sue proprietà. La reazione PCA (Passive Cutaneous Anaphylaxis) è uno dei modelli più frequentemente utilizzati per valutare il grado antiallergico delle sostanze.

 
divisore



BIBLIOGRAFIA

γ-Mangostin Inhibits Inhibitor-κB Kinase Activity and Decreases Lipopolysaccharide-Induced Cyclooxygenase-2 Gene Expression in C6 Glioma Celle
Novel types of receptor antagonists from the medicinal plant Garcinia Mangostana.
Departement of pharmaceutical molecular biology-university Sendal Japan
Histaminergic and serotonergic receptor bloking substances from tue medicinal plant Garcinia Mangostana.
1996  Sendal Japan
Hinibition of histamine release and prostaglandine E2 syntesis by Mangosteen,a thai medicinal plant.
Nakatani  Sendal   Japan
Inibitor effect of Xanthones isolated from the pericarp of garcinia mangostana  rat basophilic leukemia rbl-2h3 cell  degranulation. 
University Japan

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[6. Suksamrarn S, Suwannapoch N, Ratananukul P, Aroonlerk N, Suksamrarn A Xanthones from the 
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Antimicrobial activities of chemical constituents from Garcinia mangostana Linn. J. Sci. Soc. Thailan, 12 
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[9. Iinuma M, Tosa H, Tanaka T, Asai F, Kobayashi Y, Shimano R, Miyauchi K. 
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derivatives. J Nat Prod. 1997 May; 60(5): 519-24.] 
[11. Chang Teng Fan and Jeng De Su. 
Antioxidative Mechanism of Isolated Components from Methanolic Extract of Fruit Hulls of Garcinia 
Mangostana. J Chin Agr Chem Soc (October 1997) 35 (5): 540-551] 
[12. Peta Williams, Metta Ongsakul, Julie Proudfoot, Kevin Croft and Lawrie Beilin. Mangostin 
inhibits the oxidative modification of Human low Density lipoprotein. Free Rad. Res. Vol. 23, No 2, pp. 
175-184] 
[13. Mauro Serafini Ph. D, et al. 
Radicali liberi e Antiosidanti in nutrizione: nozioni introduttive. Laboratorio di ricerca sugli 
antiossidanti, Unità di Nutrizione Umana. INRAN- Roma] 
[14. Hertog MG, Sweetnam PM, Fehily AM, Elwood PC, Kromhout D. Antioxidant flavonols and 
ischemic heart disease in a Welsh population of men: the Caerphilly Study. Am J Clin Nutr. 1997 
May;65(5):1489-94] 
[15. Byers T, Guerrero N. 
Epidemiologic evidence for vitamin C and vitamin E in cancer prevention. Am J Clin Nutr. 1995 
Dec;62(6 Suppl):1385S-1392S]

Articolo della Dott.ssa Carabetta sulla Garcinia Mangostana.

SITI DA CONSULTARE

www.pubmed.gov (search-xanthones)

www.ammim.org

www.cancer.org (search-xanthones)

www.sanamedica.it

obesità e sovrappeso

By santo vernacchia,


SOVRAPPESO ED INFIAMMAZIONE CRONICA


Parlare di sovrappeso ed obesità e limitarsi a definirli un problema di chi “mangia troppo” è riduttivo e profondamente errato, e talvolta è inconcludente pensare di risolvere semplicemente il problema con una dieta ipocalorica standard.
Per dimagrire NON BASTA IL SOLO REGIME IPOCALORICO: è importante assumere delle abitudini più sane, consumando cibi RICCHI DI SOSTANZE che aiutano a stimolare il metabolismo invece di deprimerlo. Quindi per dimagrire è necessario agire sul metabolismo, andando a verificare se esistono le condizioni di:

  • infiammazione cronica
  • stress ossidativo
  • Se esistono (e sempre esistono queste condizioni, associate all’accumulo di adipe o massa grassa, soprattutto addominale), esse da sole spiegano il calo del metabolismo,la riduzione del consumo delle calorie che si trasformano in grassi e che portano  ad aumentare ulteriormente il peso, in un circolo vizioso senza fine. 
    Allora, oltre che  mangiare meglio e aumentare il movimento, bisogna risolvere queste condizioni cambiando l’alimentazione, e integrando sostanze capaci con i suoi fitonutrienti di prevenire l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo (radicali liberi in eccesso) oppure in caso di infiammazione cronica in atto, di inbire la stessa,riportando il metabolismo al suo normale lavoro con consumo delle calorie.

Oggi conosciamo Rimedi naturali come i XANTONI (IL Mangostano ne contiene 43) che integrando la nostra alimentazione ci aiutano a combattere l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo. E’ L’INFIAMMAZIONE CRONICA CHE DETERMINA UN RALLENTAMENTO DEL METABOLISMO CON RIDUZIONE DEL CONSUMO DELLE CALORIE CHE NON CONSUMATE SI TRASFORMANO IN ALTRO ADIPE, QUINDI E’ FONDAMENTALE  RIDURRE L’INFIAMMAZIONE CRONICA.

COME IL TRIAXAN (prodotto a base di Garcinia Mangostana) puo’ intervenire in questo processo di associazione tra obesità e infiammazione.

  • Da piu di un decennio diverse universita’ nel mondo hanno lavorato e stanno attualmente lavorando su questa problematica giungendo alla conclusione con lavori sia in vitro che in vivo che delle sostanze presenti nel Mangostano denominati XANTONI (nel Mangostano ce ne sono 43) hanno la capacita’ di intervenire sul processo infiammatorio cronico mediante blocco del gene IKK-beta e di conseguenza sul NF-Kappa-B con conseguente inibizione  dell’infiammazione nei macrofagi umani e negli adipociti umani.
  • Assumere alimenti di scarsa qualità (zuccheri, grassi trans, grassi saturi, ecc.) che non rispondono alle nostre reali necessità fisiologiche ed evolutive, scatena una serie di messaggi infiammatori che impediscono al metabolismo di funzionare correttamente.

 

CHE COSA DICE LA SCIENZA  SULL’INFIAMMAZIONE E SOVRAPPESO /OBESITA’

Le più comuni cause di infiammazione sono la nostra alimentazione (zuccheri, cibi ad alto carico glicemico, grassi animali, cibi industriali, ecc…) e la mancanza di attività fisica, che porta al sovrappeso. Il sovrappeso favorisce la comparsa di infiammazioni, viceversa la presenza di infiammazioni favorisce l’obesità: un circolo vizioso estremamente dannoso.

Nella letteratura scientifica si dà sempre maggior risalto all’associazione tra malattia infiammatoria  e sovrappeso/obesità: citando ad esempio uno dei primi articoli in materia comparso su The Journal of Clinica Investigation dal titolo “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue”, emerge chiaramente l’importanza che il sistema immunitario ha nella patogenesi dell’obesità: il tessuto adiposo dei soggetti sovrappeso od obesi è caratterizzato dall’infiltrazione di macrofagi, importante fonte di infiammazione di questo tessuto. Si evidenzia in tal senso come le patologie metaboliche correlate all’obesità siano associate con una risposta infiammatoria cronica caratterizzata da una produzione anomala di citochine, dall’aumento di molecole di fase-acuta e dall’attivazione delle vie dell’infiammazione. Una caratteristica molto interessante della risposta infiammatoria che emerge in presenza dell’obesità è che sembra essere innescata e risiedere principalmente nel tessuto adiposo. A supporto e ulteriore conferma di questi studi, negli ultimi anni, ulteriori ricerche hanno evidenziato una correlazione tra INFIAMMAZIONE ed OBESITA’; come si evidenziato da altri articoli pubblicati nel 2006 su The Journal of Clinical Investigation dal titolo “MCP-1 Contributes to macrophage infiltration into adipose tissue, insulin resistance, and hepatic steatosis in obesity” (2) e su Cytochine Netw dal titolo “Recent advances in the relationship between obesity, inflammation, and insulin resistance” a conferma di come il sistema immunitario abbia  un ruolo importantissimo nella patogenesi dell’obesità e nell’insulino resistenza.

Nel 2007 su Int J Obes (London) è stato pubblicato un articolo dal titolo “Human adipose tissue macrophages are of an anti-infiammatory phenotype but capable of pro-infiammatory mediator production” dove si evidenzia che l’infiammazione a basso grado attiva i macrofagi (cellule del sistema immunitario) che si trovano nel tessuto adiposo, e questi sono essi stessi responsabili dell’infiammazione di questo tessuto e inducono inoltre l’organismo ad un rallentamento metabolico tale per cui invece di consumare calorie le accumulano, si depositano come altro tessuto adiposo. Ne consegue un’importante  correlazione tra modalità alimentari e induzione di resistenza insulinica e sviluppo di malattie metaboliche, in particolare tra modalità alimentare e attivazione delle adipochine

UN AIUTINO DAL MANGOSTANO PER RIDURRE LA FAME

Sotto stress l’organismo produce una sostanza, chiamata noradrenalina, che inibisce la liberazione di un’altra sostanza, la corticotropina, abbreviata in CRH, che, tra i suoi numerosi effetti, ha quello di togliere l’appetito. È chiaro dunque che lo stress, producendo noradrenalina impedisce alla corticotropina di farci avvertire il senso di sazietà, da ciò il continuo senso di fame, prodotto appunto dall’ansia.

L’antagonista principale della noradrenalina è un’altra sostanza, prodotta dal nostro cervello, la serotorina che, al contrario della noradrenalina, stimola la liberazione di CRH, di conseguenza la sensazione di sazietà!

Si è appurato che persone con impulsi irrefrenabili nei confronti del cibo, in modo particolare verso dolci e carboidrati in genere, presentano bassi livelli di serotonina. La serotonina viene prodotta se nell’organismo è presente un aminoacido: il triptofano, che però si attiva solo se ha a disposizione dei carboidrati. Quando il livello della serotonina è basso, l’organismo emette dei segnali compulsivi di richiesta di ciò che è in grado di elevarla rapidamente. Visto che in un regime dietetico e’ poco opportuno aumentare il contenuto di carboidrati e dolci,ci serviamo per aumentare la serotonina di integratori a base di Mangostano

COME AUMENTARE LA SEROTONINA? Alcuni studi eseguiti in Germania, suggeriscono che le erbe che contengono xantoni, ( il mangostano ne contiene 43) bioflavonoidi, flavonoidi,proantocianidine e glicoli,tutte sostanze contenute nel mangostano, fungono da antidepressivie da regolatori della fame perchè sono inibitori dell’attività monoammina ossidasi A e B che a sua volta elimina l’eccesso di noradrenalina e serotonina neuro-somatica.  Questo si traduce con un potente affetto sulla fame e come antidepressivo.*
*CNS DRUDS

 

SOVRAPPESO/OBESITA’ E INFIAMMAZIONE CRONICA

Parlare di sovrappeso ed obesità e limitarsi a definirli un problema di chi “mangia troppo” è riduttivo e profondamente errato, e talvolta è inconcludente pensare di risolvere semplicemente il problema con una dieta ipocalorica standard. Per dimagrire NON BASTA IL SOLO REGIME IPOCALORICO: è importante assumere delle abitudini più sane, consumando cibi RICCHI DI SOSTANZE che aiutano a stimolare il metabolismo invece di deprimerlo.Quindi per dimagrire è necessario agire sul metabolismo, andando a verificare se esistono le condizioni di:

  • infiammazione cronica
  • stress ossidativo
  •  Se esistono (e sempre esistono queste condizioni, associate all’accumulo di adipe o massa grassa, soprattutto addominale), esse da sole spiegano il calo del metabolismo,la riduzione del consumo delle calorie che si trasformano in grassi e che portano  ad aumentare ulteriormente il peso, in un circolo vizioso senza fine. 
    Allora, oltre che  mangiare meglio e aumentare il movimento, bisogna risolvere queste condizioni cambiando l’alimentazione, e integrando sostanze capaci con i suoi fitonutrienti di prevenire l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo (radicali liberi in eccesso) oppure in caso di infiammazione cronica in atto, di inbire la stessa,riportando il metabolismo al suo normale lavoro con consumo delle calorie.

Oggi conosciamo rimedi naturali come i XANTONI (IL Mangostano ne contiene 43) che integrando la nostra alimentazione ci aiutano a combattere l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo. E’ L’INFIAMMAZIONE CRONICA CHE DETERMINA UN RALLENTAMENTO DEL METABOLISMO CON RIDUZIONE DEL CONSUMO DELLE CALORIE CHE NON CONSUMATE SI TRASFORMANO IN ALTRO ADIPE,QUINDI E’ FONDAMENTALE  RIDURRE L’INFIAMMAZIONE CRONICA.

 Come OSEBO (prodotto a base di Garcinia Mangostana) puo’ intervenire in questo processo di associazione tra obesita’ e infiammazione.

  • Da piu di un decennio diverse universita’ nel mondo hanno lavorato e stanno attualmente lavorando su questa problematica giungendo alla conclusione con lavori sia in vitro che in vivo che delle sostanze presenti nel Mangostano denominati XANTONI (nel Mangostano ce ne sono 43) hanno la capacita’ di intervenire sul processo infiammatorio cronico mediante blocco del gene IKK-beta e di conseguenza sul NF-Kappa-B con conseguente inibizione  dell’infiammazione nei macrofagi umani e negli adipociti umani.
  • Assumere alimenti di scarsa qualità (zuccheri, grassi trans, grassi saturi, ecc.) che non rispondono alle nostre reali necessità fisiologiche ed evolutive, scatena una serie di messaggi infiammatori che impediscono al metabolismo di funzionare correttamente.

 

CHE COSA DICE LA SCIENZA  SULL’INFIAMMAZIONE E SOVRAPPESO/OBESITA’

Le più comuni cause di infiammazione sono la nostra alimentazione (zuccheri, cibi ad alto carico glicemico, grassi animali, cibi industriali, ecc…) e la mancanza di attività fisica’Questo porta al sovrappeso.  Il sovrappeso favorisce la comparsa di infiammazioni e viceversa: la presenza di infiammazioni favorisce l’obesità, in un circolo vizioso estremamente dannoso. Ruolo dell’infiammazione cronica nell’insorgenza di alterazioni metaboliche sovrappeso/obesita’sempre più diffuse e che rappresentano oltre che un problema estetico soprattutto un fattore di rischio: razionale d’ impiego del Mangostano. Nella letteratura scientifica si dà sempre maggior risalto all’associazione tra malattia infiammatoria  e sovrappeso/obesità: citando ad esempio uno dei primi articoli in materia comparso su The Journal of Clinica Investigation dal titolo “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue” (1) emerge chiaramente l’importanza che il sistema immunitario ha nella patogenesi dell’obesità: il tessuto adiposo dei soggetti sovrappeso od obesi è caratterizzato dall’infiltrazione di macrofagi, importante fonte di infiammazione di questo tessuto. Si evidenzia in tal senso come le patologie metaboliche correlate all’obesità siano associate con una risposta infiammatoria cronica caratterizzata da una produzione anomala di citochine, dall’aumento di molecole di fase-acuta e dall’attivazione delle vie dell’ infiammazione. Una caratteristica molto interessante della risposta infiammatoria che emerge in presenza dell’obesità è che sembra essere innescata e risiedere principalmente nel tessuto adiposo. A supporto e ulteriore conferma di questi studi, negli ultimi anni, ulteriori ricerche hanno evidenziato una correlazione tra INFIAMMAZIONE ed OBESITA’; come si evidenziato da altri articoli pubblicati nel 2006 su The Journal of Clinical Investigation dal titolo “MCP-1 Contributes to macrophage infiltration into adipose tissue, insulin resistance, and hepatic steatosis in obesity” (2) e su Cytochine Netw dal titolo “Recent advances in the relationship between obesity, inflammation, and insulin resistance” (3) a conferma di come il sistema immunitario abbia  un ruolo importantissimo nella patogenesi dell’obesità e nell’insulino resistenza. Nel 2007 su Int J Obes (London) è stato pubblicato un articolo dal titolo “Human adipose tissue macrophages are of an anti-infiammatory phenotype but capable of pro-infiammatory mediator production” (4) dove si evidenzia che l’infiammazione a basso grado attiva i macrofagi (cellule del sistema immunitario) che si trovano nel tessuto adiposo, e questi sono essi stessi responsabili dell’infiammazione di questo tessuto e inducono inoltre l’organismo ad un rallentamento metabolico tale per cui invece di consumare calorie le accumulano, si depositano come altro tessuto adiposo. Ne consegue un’importante  correlazione tra modalità alimentari e induzione di resistenza insulinica e sviluppo di malattie metaboliche, in particolare tra modalità alimentare e attivazione delle adipochine



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BIBLIOGRAFIA

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SENDAL  JAPAN 1997 ISTITUTE OF PHARMACOLOGY  AND TOXICOLOGY UNIVERSITY:NOVEL TYPES OF RECEPTOR ANTAGONIST FROM THE MEDICINAL PLANT GARCINIA MANGOSTANA.
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Fonte: www.nutrition.org

• Wellen KE, Hotamisligil GS J Clin Invest 2003 December 15; 112(12); 1785-1788 “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue”. The Journal of Clinical Investigation.
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BIBLIOGRAFIA  MANGOSTANO OBESITA’/DIABETE

γ-Mangostin Inhibits Inhibitor-κB Kinase Activity and Decreases Lipopolysaccharide-Induced Cyclooxygenase-2 Gene Expression in C6 Glioma Cells
The American Society for Pharmacology
 Xanthones from Mangosteen Prevent Lipopolysaccharide-Mediated Inflammation and Insulin Resistance in Primary Cultures of Human Adipocytes.
2009 American Society for Nutrition
 Xanthones from mangosteen inhibit inflammation in human macrophages and in human adipocytes exposed to macrophage-conditioned media.
J Nutr. 2010 Apr;140(4):842-7. Epub 2010 Feb 24
 Evaluation of Mangosteen juice blend on biomarkers of inflammation in obese subjects: a pilot, dose finding study.
Nutrition Journal 2009. 

BIBLIOGRAFIA VALIDAZIONE  MANGOSTANO

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the green fruit hulls of Garcinia mangostana. J Nat Prod. 2002 May;65(5):761-3] 
5. Yu-Ling Huang, Chien-Chih Chen, Ying-Jen Chen, Ray-Ling Huang, and Bor-Jinn Shieh Three 
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Antimycobacterial activity of prenylated xanthones fromthe fruits of Garcinia mangostana. Chem Pharm Bull (Tokyo). 2003 Jul; 51(7): 857-9. 
8. Willawan Mahabusarakam, Pichaet Wiriyachitra and Saowaluk Phongpaichit. University of Thailand. 
Antimicrobial activities of chemical constituents from Garcinia mangostana Linn. J. Sci. Soc. Thailan, 12 (1986) pp. 239-242] 
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Antibacterial activity of xanthones fromguttiferaeous plants against methicillin-resistant Staphylococcus aureus. J Pharm Pharmacol. 1996 Aug; 48(8): 861-5] 
10. Gopalakrishnan G, Banumathi B, Suresh G. Evaluation of the antifungal activity of natural xanthones from Garcinia mangostana and their synthetic derivatives. J Nat Prod. 1997 May; 60(5): 519-24.] 
11. Chang Teng Fan and Jeng De Su. 
Antioxidative Mechanism of Isolated Components from Methanolic Extract of Fruit Hulls of Garcinia Mangostana. J Chin Agr Chem Soc (October 1997) 35 (5): 540-551] 
12. Peta Williams, Metta Ongsakul, Julie Proudfoot, Kevin Croft and Lawrie Beilin. Mangostin inhibits the oxidative modification of Human low Density lipoprotein. Free Rad. Res. Vol. 23, No 2, pp.

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Radicali liberi

By santo vernacchia,

È ormai riconosciuto che solo un terzo dei fattori che portano all’invecchiamento è di origine genetica, e quindi immodificabile, mentre i due terzi derivano da fattori esterni, modificabili, come la nutrizione, l’interazione con l’ambiente, l’attività fisica ecc…


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Artrosi ed Artrite

By santo vernacchia,

L’osteoartrosi o artrosi o, secondo la corrente terminologia anglosassone, osteoartrite (osteoarthritis), è una malattia degenerativa che interessa le articolazioni.

È una delle cause più comuni di disturbi dolorosi, colpisce circa il 10% della popolazione adulta generale, e il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età.
Durante il manifestarsi di tale patologia nascono nuovo tessuto connettivo e nuovo osso attorno alla zona interessata. Generalmente sono più colpite le articolazioni più sottoposte ad usura, soprattutto al carico del peso corporeo, come le vertebre lombari o le ginocchia.

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Allergia ed Asma

By santo vernacchia,


Il termine allergia indica una condizione di tipo patologico caratterizzata da una abnorme reattività dell’organismo, umano o animale,
nel caso di un contatto con determinate sostanze che vengono definite allergeni.


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Obesità e sovrappeso

By santo vernacchia,


Parlare di obesità e sovrappeso e limitarsi a definirli un problema di chi “mangia troppo” è riduttivo e profondamene errato, ed è inconcludente pensare di risolvere il problema con una dieta ipocalorica standard.

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OSEBO2


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 AREA SCIENTIFICA

Acne

By santo vernacchia,

L’acne è una malattia della pelle di origine europea, chiamata in linguaggio comune “brufoli” o “foruncoli”, caratterizzata da un processo infiammatorio del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea annessa. Le parti più colpite sono viso, spalle, dorso e regione pettorale del torace. Ecco alcuni documenti che mostrano come la Garcinia Mangostana possa aiutare a curare effettivamente l’acne:


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Sacha Inchi

By santo vernacchia,

la pianta con il più alto contenuto di
Omega 3, Omega 6, Omega 9 e Vit. A – E in natura

sachaPlukenetia volubilis è una pianta rampicante perenne della famiglia delle Euphorbiaceae, comunemente conosciuta come Sacha Inchi, Arachide dell’Inca o Sacha Arachide.

Originaria della foresta pluviale amazzonica peruviana, predilige i climi caldo-umidi, cresce fino a 1700 metri sopra il livello del mare e predilige i terreni acidi che si trovano nei pressi del corso dei fiumi. Se prima Sacha Inchi era una pianta selvaggia, oggi giorno la sua coltivazione domestica, oltre a contribuire alla salute delle persone, fornisce una fonte di guadagno per molte famiglie della zona.

Questa pianta ermafrodita ha piccoli fiori che producono una guaina (verde quando é tenera e marrone quando matura) che generalmente ha 6 lobuli. Ogni lobulo contiene un seme di 15 a 20 mm. di largo e di 7 a 8 mm. di spessore e con un peso in media di 1 gr. Questo prodotto della natura ha il più alto contenuto di Omega 3, Omega 6 e Omega 9 attualmente scoperto.

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Il Sacha Inchi  |  Inchi Omega Oil